TRATTAMENTO

Quale nuova tecnica?

Trattamento ibrido delle varici: REFOS (Reverse Foam Sclerotherapy)

Numerose, oggi, sono le possibilità per il trattamento delle varici degli arti inferiori:

  • il trattamento chirurgico standard

  • il Laser

  • la Radiofrequenza

  • la terapia sclerosante.

 

Senza voler dimenticare anche altre metodiche recentemente proposte come l’uso della colla, o il vapore acqueo ad alta temperatura. Ma tale proposte grosso modo si differenziano per la scelta nel trattamento della safena prossimale, quella di coscia, non differenziandosi poi spesso, nel trattamento dei collaterali oppure nel trattamento secondario successivo. In questi casi la chirurgia secondo Muller, flebectomia o varicectomia, si alterna alla terapia sclerosante con risultati a distanza discretamente analoghi.

Dopo anni di esperienza di terapia sclerosante sia con liquidi che con schiuma (Foam- Mousse) e una esperienza chirurgica ultratrentennale ho deciso di utilizzare le due metodiche abbinandole direttamente in sala operatoria per sfruttare i vantaggi, a mio giudizio, dell’una e dell’altra.

La mia proposta consiste in un trattamento in anestesia locale, con legatura chirurgica della giunzione safeno femorale, o safeno poplitea (crossectomia), seguita da una sclerosi con catetere della safena distale con Schiuma di Polidocanolo, completando poi l’intervento con una varicectomia dei collaterali.

Il fatto di sottoporre il paziente anche ad un trattamento in sala operatoria consente di poter garantire la prestazione nell’ambito del SSN, il trattamento sclerosante isolatamente è riconosciuto come prestazione estetica e quindi a carico dell’utente.

Prima di intervenire è però necessario uno studio attento del sistema venoso dell’arto con ecocolordoppler, una mappatura pre chirurgica, l’uso per 2-3 settimane di contenzione elastica sostenuta e poi di contenzione più leggera per qualche settimana ancora.

Per questa metodica, che premetto, non può essere proposta a tutti i pazienti, è necessaria una selezione; ma almeno il 60-70% dei pazienti può essere sottoposto all’intervento con indubbi vantaggi:

  1. il primo è il trattamento in anestesia locale e quindi una ripresa della deambulazione quasi immediata, poco o nessun dolore nel post operatorio perché non sono presenti ematomi di vaste proporzioni.

  2. L’aspetto estetico è molto soddisfacente perché le incisioni sono minimali e anche il dolore di conseguenza.

  3. La ripresa delle attività quotidiane e anche quelle lavorative sono rapidissime, si parla di pochi giorni.

E’ utile un monitoraggio (controllo ambulatoriale) periodico per completare con terapia sclerosante ambulatoriale  eventuali  residui  di ectasie che possono  essere sfuggite all’intervento primitivo, ma questo atteggiamento non si discosta da quanto sia necessario negli altri casi di trattamento, per ottenere un risultato ottimale e stabile.

DOTT. FULVIO D'ANGELO

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